Accadono cose strane a questo mondo e ci si inizia a domandare cosa sia normale e cosa no...

Accade che un progetto come ComoNight con 1749 iscritti con più di 150000 foto di serate, nato quasi per caso, migliorato e seguito giorno dopo giorno per il semplice piacere di vederlo crescere con la città, non possa vedere quel gradino in più che lo porterebbe ad essere considerato un’attività vera e propria.

Un progetto che permetteva a gestori di locali ed utenti di avvicinarsi sfruttando la rete a costo zero. I primi potevano pubblicare online gratuitamente le informazioni delle loro serate e le foto scattate durante i loro eventi, la cui idea era partita grazie a dei nostri collaboratori. Gli utenti invece potevano conoscere locali e serate di cui magari non sarebbero venuti a conoscenza, potevano scambiarsi messaggi e opinioni e commentare le foto in cui comparivano loro stessi o loro amici.

Tutto questo ci sembrava nuovo e utile a Como, dove cambiare nome a un locale sembra essere l’unico modo per attirare più persone mentre alla fine, come molti utenti facevano notare, non veniva proposto nulla di nuovo.
Siamo cresciuti molto in questi nove anni, nove anni in cui i locali hanno compreso le potenzialità della rete, ignorata quando la si promuoveva come nuovo mezzo di comunicazione, ed ora sfruttata senza una chiara strategia, sparando nel mucchio.
Abbiamo lavorato a questo progetto per passione, mettendoci tempo libero, soldi e tanta voglia di migliorarsi, crescendo professionalmente, conoscendo persone che ci hanno aiutato e sono diventati presto anche amici fidati, abbiamo creato dal nulla un qualcosa che fosse nostro al cento per cento.

Ma evidentemente tutto questo non andava bene.
Siamo sempre rimasti fermi sul concetto di gratuità per pubblicizzare gli eventi, perché eravamo consapevoli che il modello di business non doveva essere per forza quello di batter cassa con i locali ma fornire informazioni di qualità ai propri utenti. Questo però ha portato a far considerare dai proprietari e gestori dei locali, il nostro lavoro come un qualcosa di scontato, come se Comonight, fosse sempre e perennemente un servizio gratuito offerto in sacrificio alla comunità, considerandoci come l’ennesimo gruppo di persone da poter sfruttare per vedersi il locale pieno.

La reale e più preoccupante incapacità di chi gestisce un locale in questa città è quella di non avere una chiara strategia di lungo periodo, di non riuscire a creare un sistema di relazioni a valore aggiunto che non vada esclusivamente ad avvantaggiare il proprio orticello. L’unica preoccupazione che si ha è quella di non avere troppa concorrenza e che non si parli male del proprio locale.

Eravamo convinti che un contatto diretto con il territorio potesse dare quel controllo e quel valore aggiunto sui contenuti pubblicati tanto da creare un vero centro condiviso di informazioni. Con la nascita di nuove community molti, nonostante nostri continui sforzi per creare un sistema che fosse facilmente usabile, hanno preferito orientarsi verso quelle che sono le mode attuali che permettono una maggiore vicinanza agli utenti ma un maggior distacco verso la proprietà ed il controllo dei propri dati e delle proprie informazioni online.
E’ normale che ci si voglia pubblicizzare il più possibile in modo gratuito, distinguendosi dagli altri locali e fidelizzando gli utenti. Quello che non va bene è che le vecchie ciabatte vengano buttate via senza nessun avviso ne ringraziamento per il lavoro fatto fino a quel momento.

L’incapacità di creare solide relazioni di collaborazione in una situazione di crisi economica ed il sentirsi sfruttati come se fossimo dei ragazzini senza alcuna prospettiva di far diventare una nostra passione in un qualcosa di serio, ci hanno fatto prendere in considerazione la scelta di chiudere il sito.
Non ce la siamo sentita di continuare a migliorare tecnicamente e graficamente il nostro progetto, spendendo ore del nostro tempo libero, quando invece avremmo potuto usufruirne in modo migliore.

Grazie alle nostre esperienze non ci manca di certo un lavoro che ci dia soddisfazioni e non vediamo il motivo di investire risorse personali in un progetto che ormai non ci può più motivare in un territorio che offre ben poco.

Un po’ a malincuore abbiamo quindi deciso di chiudere, sperando che in futuro come molti utenti si auguravano, qualche cosa possa veramente cambiare la nostra Como.

Paolo, Daniele, Francesco e Giovanni.
Staff di Comonight.com